Nel caso di strabismo (deviazione oculare manifesta) la valutazione oculistica iniziale è fondamentale, così come la completa correzione tramite occhiale del difetto visivo che ha causato lo scompenso binoculare.
Visita oculistica
La visita oculistica dovrebbe essere effettuata con l'uso di atropina per avere dei dati il più possibile veritieri. Dal momento che gli spasmi muscolari che presentano gli occhi di un bambino affetto da strabismo alterano l'esame, il farmaco diminuisce notevolmente l'azione dei muscoli oculari e blocca l'accomodazione. Basta un'unica visita con l'utilizzo di atropina e i dati raccolti restano significativi per tutti gli esami successivi.
Uno strabismo nasce quasi sempre da un difetto visivo non diagnosticato e non corretto su un terreno fertile di debolezza fusionale. Quindi un difetto visivo non corretto può provocare uno strabismo.
Considero quindi fondamentale correggere completamente il difetto visivo con lenti correttive. Questo è il primo passo da effettuare.
Occhiali correttivi
Gli occhiali prescritti vanno portati costantemente. Inizialmente il bambino strabico può non accettarli perché si è abituato ad autocorreggersi proprio stortando gli occhi. Gradualmente metterà in atto un meccanismo diverso per riuscire a vedere anche con le lenti e questo lo aiuterà a raddrizzare gli occhi.
Se il genitore asseconda un eventuale impulso iniziale del bambino a togliere gli occhiali, compromette questa prima fase di trattamento. Infatti un uso incostante degli occhiali fa prevalere il "vecchio sistema" di messa a fuoco con il quale gli occhi risultano strabici.
Rieducazione visiva
Prima fase
I primi esercizi da proporre sono quelli di mobilità oculare che aiutano a sbloccare gli spasmi e le contratture della muscolatura oculomotoria sempre presenti in questa patologia. Agendo sulla muscolatura oculomotoria si comincia anche ad attivare la visione simultanea dei due occhi.
Questa nuova visione si sovrappone alla normale visione alternante creando dei momenti di diplopia. Questa diplopia temporanea non è assolutamente da temere, al contrario costituisce un positivo punto di partenza per arrivare alla visione binoculare.
Seconda fase
Il passo successivo è quello di proporre, quando il paziente è pronto, esercizi di fusione. Questi esercizi possono essere inizialmente molto difficili da eseguire perché implicano l'utilizzo dei due occhi insieme.
Sta all'abilità del rieducatore provare insieme alla persona e scegliere, tra la vasta gamma di pratiche, quella che permette di sperimentare la visione binoculare una prima volta. Da quel momento la strada è in discesa e si possono gradualmente eseguire esercizi di fusione sempre più complessi e più completi.
Terza fase
Viene a questo punto presa in considerazione la capacità visiva con le pratiche di acuità visiva. Nel caso in cui uno dei due occhi abbia sviluppato un'ambliopia questa viene corretta da tali esercizi.
Quarta fase
L'ultimo passaggio è rappresentato dagli esercizi di stereopsi. Quando il paziente è in grado di eseguire bene gli esercizi di fusione, entrambi gli occhi hanno una buona acuità visiva e si presentano dritti anche con i test ortottici, si può cominciare a lavorare sulla capacità stereoscopica.
Essa si può gradualmente sviluppare con adeguati esercizi. In questo modo ci si assicura la stabilità nel tempo del risultato ottenuto. Il paziente non rischia più di regredire a una condizione di strabismo.