Molti esercizi del metodo Zandonella vengono svolti guardando la tavola ottotipica normalmente utilizza per misurare l'acuità visiva. Accade quasi sempre che, durante la pratica, il paziente riesca a migliorare istantaneamente la sua capacità visiva.
Prima o poi arriva l'esperienza di veri e propri flash di visione nitida, momenti in cui si leggono tutte le lettere della tabella indipendentemente dal grado del difetto. Il flash è un'esperienza percettiva unica. E' l'effetto della combinazione spontanea di tanti fattori:
- gli occhi si muovono bene e fissano bene
- la periferia visiva è attiva
- i muscoli sono rilassati
- c'è buon coordinamento tra i due occhi
- la mente è aperta e recettiva.
C'è equilibrio nel sistema. Tutto è in armonia e le immagini vanno improvvisamente a fuoco. Se non sono perfette, la differenza rispetto alla visione abituale è comunque notevole. E' un'esperienza che arrivano a fare, prima o poi, quasi tutte le persone che praticano la rieducazione.
E' un esperienza positiva che tenderà sicuramente a ripresentarsi, una meta da raggiungere con la pratica. L'emozione che scaturisce è sempre grande. E' contentezza, incredulità, euforia e, soprattutto, fiducia nelle potenzialità dei propri occhi, nelle possibilità di miglioramento e guarigione.
I pazienti, meravigliati, mi domandano come fare per mantenere quel tipo di visione. Rispondo di considerare questa visione nitida come una potenzialità degli occhi, di non cercare di bloccarla perché sarebbe inutile e di lasciarla andare, aspettando che si ricrei spontaneamente per effetto dell'apprendimento.
Invito a immaginare che la nitidezza sperimentata rimanga stabile, chiedo loro se l'emozione di contentezza iniziale permane. Quasi sempre mi rispondono di no. Dicono che non è tutto bello quello che si troverebbero a mettere a fuoco, che non si sentono pronti.
Lavorando in studio è più facile: l'ambiente costituisce un nido di protezione e le immagini da focalizzare sono sempre gradevoli e gratificanti. Ma la realtà che il paziente vive a casa o al lavoro può non esserlo altrettanto. Oppure può non esserlo stata in passato.
Questo tipo di visione è molto diversa da quella che si può ottenere portando la correzione. La correzione ottica è fissa, immutabile, determinata da un agente esterno. Ci lascia impotenti, in un certo senso si impone con troppa forza e, a volte, ci schiaccia.
La nitidezza delle immagini che compongono la realtà può essere accettata solo se c'è da parte della persona una rinnovata disponibilità a vedere, come una nuova apertura del cuore.