Ci eravamo riproposti di fare gli esercizi con regolarità perché l’impegno ci sembrava minimo. E invece abbiamo incontrato ostacoli nella pratica a casa. E a volte ci siamo persi.
Il metodo Zandonella richiede costanza e motivazione per dare risultati soddisfacenti.
- Nei primi mesi l’entusiasmo sostiene la pratica, gli esercizi creano un nuovo e positivo rapporto con gli occhi, che prima sembravano irraggiungibili e inaffidabili. L’impegno viene premiato con i primi flash di visione nitida; gli occhi sono meno stanchi e più lubrificati.
- Dopo 3/4 mesi gli impegni quotidiani ostacolano la pratica che non è più così regolare. Si alternano momenti di buona visione, ad altri in cui sembra di non essere migliorati affatto. Alcuni hanno sensi di colpa per l’incostanza. Altri si applicano, ma si sentono a un punto di stallo.
Eppure quando riusciamo a praticare correttamente gli esercizi avvertiamo subito il loro benefico effetto sugli occhi. Ci sentiamo di avere un maggior controllo sulla nostra vista.
Perché è difficile mantenere un impegno costante?
Spesso appena otteniamo i primi risultati non ci gratifichiamo, non ce li godiamo, ma vogliamo sempre di più. Come a rincorrere una perfezione che nella realtà non esiste… Sarebbe meglio volgerci indietro per scoprire il percorso fatto e renderci conto che qualcosa in positivo è cambiato nei nostri occhi.
La rieducazione visiva non migliora solo la nostra vista, ma cambia la nostra attenzione e la nostra coscienza.
Non ci facciamo più catturare dall’illusione che esista una soluzione che ci consenta di non pensarci più, ma impariamo che il benessere degli occhi è qualcosa che si conquista di giorno in giorno.
Approfondendo la rieducazione diventiamo capaci di correggere anche i piccoli difetti e gli atteggiamenti che lasciati a se stessi possono degenerare in problemi più gravi. Questa consapevolezza rinnovata di come guardano gli occhi ci rende più attenti, ma spesso più critici e meno tolleranti delle loro debolezze.
Proviamo semplicemente a pensare che è bello dare quotidianamente un po’ delle nostre cure a una parte del nostro corpo che ci rende un gran servizio!
I pazienti che migliorano di più sono quelli che amano la pratica per la sensazione che da loro in quel momento e non ne possono farne a meno. Vivono l’esercizio in quanto tale e non si preoccupano del seguito. Il distacco dal risultato e l’interesse per il processo li porta ad essere più attenti e costanti.