Le lenti svolgono sempre un'azione sull'equilibrio binoculare: in alcuni casi aiutano gli occhi a collaborare; in altri interferiscono negativamente sull'equilibrio binoculare. Le lenti ci fanno vedere meglio, ma dopo poco ci danno fastidio, causano uno sforzo e subentra il desiderio di toglierle.
Anche il potere degli occhiali non è un valore assoluto e univoco. Non esistono gli “occhiali giusti”. Nel valutare la gradazione va considerata:
- la capacità naturale dell'occhio di focalizzare
- l'attività visiva che si deve svolgere
- la professione
- l'età e tanti altri fattori.
A ognuno la giusta correzione
Quando un paziente indossa gli occhiali giusti si rasserena, i tratti del volto e la fronte si distendono e mi accorgo che sorride. Valutare la correzione adatta è quasi un'arte. Si deve considerare:
- un miglior equilibrio binoculare
- una lente che permetta di vedere i decimi giusti senza impigrire l'occhio, ma mantenendolo in attività
- l'utilizzo pratico che la correzione deve avere.
Faccio sempre molte domande sulle abitudini quotidiane del paziente e sui suoi interessi. Se è limitato dalla vista nello svolgimento di qualche attività cerco di metterlo in grado con occhiali e rieducazione di poterla svolgere di nuovo liberamente.