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Il ruolo delle emozioni

Le persone più sensibili che praticano la rieducazione visiva fanno spesso osservazioni interessanti:"Ma io ho paura a vedere così, non sono pronto!". È normale provare paura. Un disturbo di vista dà sempre una visione offuscata che protegge. Non è così scontato e semplice vederci bene...

Stupore e incredulità sono le emozioni più frequenti. Quando cominciano a verificarsi i primi flash di visione nitida, è utile mantenere un atteggiamento di autosservazione.  L'errore concettuale è che si vorrebbe fermare quell'immagine a fuoco, ma gli occhi sono organi dinamici e non stanno fermi.

Abbiamo imparato a scuola, dall'oculista o dall'ottico a considerare gli occhi come organi molto statici che possono solo peggiorare. Una concezione della vista come un processo dinamico ci trova spaventati e ignoranti. Se un giorno un miope ha un'influenza e ci vede peggio perché ha gli occhi un po' bloccati, non pensa che possa essere qualcosa di temporaneo, ma è terrorizzato dall'idea di essere peggiorato.

Anche quando una persona ottiene un buon risultato con gli esercizi pensa che quel risultato debba essere fisso e stabile. È bello imparare ad apprezzare le variazioni di vista perché insegnano molto del proprio comportamento.

Un percorso di recupero visivo può farci scoprire aspetti di noi prima dimenticati o ignorati. La floriterapia può aiutarci a trovare un nuovo equilibrio emotivo, più stabile e in armonia con il nostro sistema visivo.

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