La visione è un atto percettivo unico compiuto da due organi insieme: l'occhio destro e l'occhio sinistro. Il risultato delle immagini che vediamo dipende dalla sinergia di questi due organi.
Gli occhi imparano a collaborare nel primo anno di vita compiendo dei passaggi ben precisi fino a giungere intorno all'anno e mezzo ad un livello elevato e completo di cooperazione. Queste le fasi, in ordine cronologico, della visone binoculare singola normale.
- Percezione simultanea: le due immagini colte da ogni singolo occhio in un dato istante vengono percepite dal cervello contemporaneamente.
- Sovrapposizione: due immagini differenti sono viste dai due occhi simultaneamente e nella stessa direzione e vengono percepite dalla corteccia cerebrale sovrapposte.
- Fissazione bifoveale: gli occhi hanno imparato ad orientarsi correttamente su uno stesso oggetto di interesse (il punto di fissazione si proietta su tutte e due le fovee degli occhi).
- Fusione sensoriale: quando si sono realizzate tutte le condizioni precedenti il cervello è in grado di integrare i segnali provenienti dai due occhi in una percezione singola. Questo avviene anche se le immagini inviate dai due occhi sono leggermente dissimili. La capacità fusionale evolve dopo i primi mesi di vita come riflesso condizionato. Può tuttavia incontrare degli intoppi nel suo sviluppo a causa di anomalie dello stato refrattivo degli occhi (difetti di vista), nella trasmissione nervosa degli stimoli visivi o nella cooperazione motoria dei due occhi. La capacità fusionale varia quindi da un individuo all'altro e per qualcuno può non esistere neppure una capacità fusionale di base.
- Stereoscopia: la percezione della tridimensionalità degli oggetti si ottiene fondendo due immagini retiniche leggermente differenti. Quando i due occhi fissano uno stesso oggetto inviano al cervello segnali provenienti da elementi retinici disparati. Occhio destro e occhio sinistro sono infatti collocati in due punti diversi rispetto al naso e quindi rispetto al punto di fissazione. Il cervello è in grado di leggere questa lieve disparità come un'immagine unica in rilievo. La stereoscopia è una qualità unica dell'immagine, rappresenta il grado più fine di collaborazione fra i due occhi. Stimolarla, acquisirla e mantenerla assicura una solida visione binoculare singola.
Queste tappe naturali possono essere interrotte da difetti refrattivi o patologie oculari che si presentano nei primi anni di vita. Oppure possono essersi compiute in modo debole a causa di incidenti di percorso quali malattie importanti o traumi di vario genere. Quando la persona incontra una difficoltà può perdere la visione binoculare completa e regredire. Questo è il caso di patologie quali:
- l'ambliopia e lo strabismo nei bambini
- le eteroforie e la diplopia negli adulti.
Il metodo Zandonella prima con gli esercizi di fusione e poi di stereopsi aiuta il paziente a ripercorrere questi passaggi naturali per insegnarli, se mancano proprio, o ripristinarli se sono andati persi. Interessante è verificare che la persona acquisisce la visione binoculare proprio ripercorrendo tutte le tappe naturali nel bambino piccolo:
- nei primi esercizi passa per una fase temporanea di visione doppia confusa (percezione simultanea)
- poi impara a sovrapporre in qualche modo le due immagini apparse in modo approssimativo (sovrapposizione e fissazione bifoveale)
- alla fine del percorso di apprendimento integra, con gli esercizi più evoluti, queste due immagini in un'unica percezione tridimensionale (fusione sensoriale e stereopsi).