Nel 1983 ad uno dei miei primi seminari partecipò una giornalista miope del quotidiano "Il Giorno". Sperimentò in prima persona dei flash di visione nitida che volle descrivere in un articolo.
Da allora, periodicamente, vengo contattata da giornalisti interessati al mio metodo:
- gli articoli più recenti sono disponibili qui a fianco in formato .Pdf.
- altri, sintetizzati, sono qui sotto riportati.
GRAZIA (febbraio 2005)
"E' ormai risaputo che tra vista e postura ci sia uno stretto legame. Non solo, di recente è stato constato come alcuni disturbi dell'equilibrio, cefalee, vertigini, crisi di panico, possano avere una relazione diretta con le anomalie di convergenza e le deviazioni oculari latenti. Per migliorare questi disturbi un metodo efficace è la Rieducazione visiva, supportata da 25 anni di ricerca ed esperienza clinica.
Da un'analisi visiva si possono selezionare i casi in cui i disturbi della vista incidono sulla postura - spiega Cristina Zandonella. Per esempio una minima asimmetria tra i due occhi può avere ripercussioni sulla posizione e causare disturbi dell'equilibrio. Altri pazienti, invece, per colpa di posizioni anomale lamentano dei forti torcicolli e tensioni muscolari. In tutti questi casi, gli esercizi di rieducazione visiva sono efficaci".
LA REPUBBLICA - SALUTE (novembre 2001)
"Nell'insorgere dei difetti di vista - spiega Cristina Zandonella - il vedere con sforzo ha un ruolo fondamentale...
Ho sempre riscontrato sforzo e contrazione nel modo di vedere dei pazienti, di conseguenza, un periodo di stress prolungato, può modificare in modo significativo l'equilibrio visivo. Ho verificato anche, che studenti costretti sui libri controvoglia, sviluppano un'exoforia, un'insufficienza di convergenza: gli occhi esprimono per via somatica il desiderio di evadere".
ELLE (marzo 1998)
"Cristina Zandonella guarisce da una grave forma di miopia grazie al metodo Bates appreso nella clinica oculistica fondata a Pondicherry dal medico oculista indiano Agarwal seguace di Aurobindo. Prosegue poi gli studi e le cure negli Stati Uniti e, infine, mette a punto lei stessa un metodo di rieducazione della vista arricchito dalla sua esperienza".
MAX (aprile 1995)
"Un altro metodo di correzione, assolutamente naturale, è quello della rieducazione della funzione visiva. I difetti di rifrazione dipendono anche da una motivazione psicologica - spiega Cristina Zandonella. Gli esercizi visivi (figure da mettere a fuoco, cartelli da seguire con lo sguardo) vanno praticati ogni giorno con costanza anche a casa".
AMICA (aprile 1995)
"Si può prevenire la presbiopia della mezza età, liberando i pazienti dalla schiavitù degli occhiali per vedere vicino.
Allo stesso modo chi è miope può migliorare la propria funzione visiva: in media un paio di diottrie spariscono con facilità, sempre che si sia disposti ad impegnarsi negli esercizi necesari. Ma ho constatato casi fortunati in cui ben 5 diottrie sono sparite.
In collaborazione con un oculista e un contattologo analizzo la funzionalità visiva del paziente. Sulla base dei risultati passiamo poi alla fase pratica del metodo: una serie di esercizi visivi da svolgersi tutti i giorni (senza sforzo), le prime volte con la mia guida, poi, tranquillamente a casa propria.
Ci vuole costanza perchè i risultati li vedremo dopo mesi, talvolta dopo un anno, ma saranno duraturi".
ANNA (febbraio 1993)
Quando non si vede o si vede male non è sempre colpa di una malformazione, spesso la realtà è che non si guarda nel modo giusto. Ma si può imparare. Con l'aiuto di una psicologa come Cristina Zandonella specializzata in questo genere di problemi.
CORRIERE DELLA SERA (marzo 1992)
"Anche Cristina Zandonella, psicologa specialista in problemi della visione, si batte per liberare i milanesi dalla schiavitù degli occhiali; però rifiuta l'Accomotrack (una specie di cannocchiale attraverso il quale il paziente deve fissare lo sguardo su un punto luminoso, un segnale acustico avverte l'osservatore che il punto non è messo perfettamente a fuoco e lo aiuta, variando di intensità, a perfezionare la visione).
Preferisce puntare su un programma di esercizi da realizzare con l'ausilio di disegni, tabelle e strumenti vari.
Io ho ripreso le teorie di Bates nove anni fa nella mia tesi di laurea ed era come se parlassi di fantascienza.
Oggi ci saranno una decina di persone a Milano che praticano terapie rieducative analoghe".
LA STAMPA (28 gennaio 1987)
Il primo a pensare che si potessero correggere i difetti visivi non soltanto usando gli occhiali fu il dottor Bates, oculista americano che nel 1939 propose una teoria basata sul rilassamento della tensione dei muscoli oculomotori e sulla rieducazione della funzione visiva. Lo scrittore Aldous Huxley, fortemente miope e migliorato grazie a questa "cura" ha addirittura scritto un libro su "L'arte della vista".
In seguito l'indiano Agarwall fondò a Pondicherry, in India, la School for perfect eyesight, dove si pratica un training per la vista che integra il metodo Bates con le tecniche Yoga dedicate agli occhi.
Cristina Zandonella, dopo diversi anni di ricerca e sperimentazione, stasera proporrà a Torino un seminario rivolto a gruppi di 10 - 15 persone, con le quali apoplicherà il suo metodo.
L'UNITA' (1 giugno 1986)
"Otto anni fa ero un insegnante di yoga, una studentessa di psicologia, ed ero miope: 6 diottrie. Oggi uso gli occhiali solo per guidare". Una miracolata?
Secondo i sacri crismi della medicina ufficiale sì. L'oculistica infatti, come sanno tutti i miopi, i presbiti, gli ipermetropi e gli astigmatici, non prevede "guarigioni" dai difetti di vista.
La miracolata si chiama Cristina Zandonella e da 5 anni tiene dei corsi di yoga per gli occhi...
Importante è intervenire sul conflitto all'origine del disturbo favorendo il rilassamento, l'equilibrio e la serenità. Il milanese medio quindi, dalla psiche provata e sempre alla rincorsa del proprio stress, se ha la vista corta non sembra essere il soggetto più idoneo per il miracolo.