Metodo

Ipermetropia

In oculistica si definisce ipermetrope un occhio che ha il bulbo oculare piccolo.

Nei primi anni di vita siamo quasi sempre ipermetropi perché abbiamo tutti gli organi piccoli e proporzionati. Poi cresciamo insieme ai nostri occhi e diveniamo emmetropi, cioè gli occhi raggiungono dimensioni ideali per avere una buona refrazione e vedere bene.

Quindi, quando un bambino presenta una ipermetropia, possiamo dire che i suoi occhi stanno crescendo troppo poco rispetto al resto. Quando è un adulto ad avere questo difetto possiamo dire che i suoi occhi non sono cresciuti tanto quanto l’intera persona.

Naturalmente questa spiegazione è più intuitiva che scientifica.

Per un bambino la rieducazione terrà in considerazione che il normale sviluppo farà crescere anche gli occhi e quindi favorirà una naturale riduzione del difetto.

Per un adulto la situazione è più complicata, ma c’è sempre da sperare che prima o poi si decida a diventare grande!

Nel frattempo per aiutarlo è utile considerare che l’ipermetropia viene parzialmente o totalmente compensata da una buona attività accomodativa. Per autocorreggersi o diminuire un difetto di ipermetropia bisogna ampliare la propria capacità accomodativa.

In questo caso il Metodo Zandonella insegna proprio a mettere a fuoco sempre meglio senza sforzarsi.

Tipi di ipermetropia

Il programma riabilitativo e la scelta correttiva variano sensibilmente a seconda del tipo di ipermetropia da trattare.

Possiamo distinguere tra:

  1. ipermetropia associata a esoforia. È molto frequente perché la persona si sforza di mettere a fuoco e iperconverge gli occhi.
  2. Ipermetropia associata a exoforia. La rieducazione è gratificante perché si può diminuire rapidamente l’uso della correzione.
  3. Ipermetropia associata ad astigmatismo miopico. In questo caso il difetto tende a zero (per un calcolo algebrico di compensazione tra più e meno). Con la spinta incoraggiante della rieducazione si può arrivare a una buona visione naturale.
  4. Ipermetropia associata a astigmatismo ipermetropico. È la più lunga da trattare perché assomma due difetti che vanno nella stessa direzione.

Il programma di rieducazione prevede:

  1. Esercizi di mobilità oculare per sciogliere i blocchi e le contratture della muscolatura oculomotoria.
  2. Esercizi di fusione in convergenza e divergenza per riequilibrare l’allineamento binoculare e sbloccare l’accomodazione.
  3. Esercizi di acuità visiva per migliorare la capacità visiva naturale.
  4. Esercizi di accomodazione per ampliare la capacità accomodativa e migliorare la visione da vicino.

Questi i risultati frequentemente ottenuti in caso di ipermetropia:

  • migliorare l’ipermetropia presente
  • ripristinare una buona visione naturale da lontano
  • migliorare la capacità visiva da vicino
  • evitare l’uso di lenti per lontano e ridurre l’uso di occhiali per vicino
  • evitare di peggiorare