Metodo

La correzione

La correzione

Correzione dei difetti di rifrazione

Il trattamento più diffuso dei difetti di vista consiste nel prescrivere occhiali o lenti a contatto, spesso permanenti.

Si correggono:

  • l’ipermetropia con lenti convergenti o positive
  • la miopia con lenti divergenti o negative
  • l’astigmatismo con lenti astigmatiche, positive o negative
  • la presbiopia con lenti sferiche positive

Sempre più spesso l’oculista, in alternativa all’usuale prescrizione di lenti, propone la chirurgia refrattiva, con l’intento di modellare la correzione direttamente sulla cornea dell’occhio affetto da un vizio di refrazione.

La vista si modifica per tutta la vita e se possiamo comprare nuovi occhiali per sostituirli a quelli che non vanno più bene, risulta più difficile comprare nuove cornee e gettare le vecchie!

Gli occhiali fanno bene o fanno male?

Alcune persone mi chiedono se la vista peggiora portando gli occhiali, altre se la vista peggiora non portandoli.

Non esiste una regola fissa, ogni persona è un caso a sé.

Per ogni persona vanno considerate

  • l’età: c’è differenza tra correggere un bimbo piccolo che sta sviluppando la sua visione e un adulto che ormai l’ha già formata.
  • l’entità del disturbo: se il difetto ha raggiunto un certo grado si diviene più dipendenti dalla correzione.
  • l’attività visiva: si valuta cosa fa la persona durante il giorno.
  • la situazione di binocularità: le lenti non cambiano solo la rifrazione dell’occhio, svolgono anche un’importante azione sul rapporto tra i due occhi.

Attività visiva

La prima cosa da considerare è se la correzione che ci viene proposta serve per farci vedere meglio e permetterci di condurre una vita normale.

Non è mai utile rinunciare a un’attività che abbiamo sempre svolto solo perché non ci vediamo più bene!

Può accadere che le persone smettano di leggere solo perché vedono sfuocato. Leggere è vitale per gli occhi e per il benessere interiore, se il disturbo di vista non ci permette più di farlo, meglio correggere il disturbo con lenti adeguate.

La stessa situazione si può incontrare con la guida dell’automobile: alcune persone non guidano più perché non si sentono sicure della loro vista. Guidare è vitale per l’autonomia di una persona ed è anche una delle poche attività che impegna la vista da lontano. Trovare una correzione adeguata che permetta a una persona di guidare sentendosi sicura e tranquilla è sicuramente un obiettivo importante.

Attività impegnative e rilassanti

Nel corso del primo colloquio mi informo su come si svolge la giornata del paziente che ho di fronte, solo così posso sapere come sono impegnati gli occhi e di quali eventuali correzioni necessita.

Ci sono alcuni compiti quotidiani che rappresentano un vero impegno visivo: guardare il computer, la lavagna a scuola o i lucidi all’università; guidare qualsiasi tipo di veicolo; suonare uno strumento leggendo le note; fotografare o filmare; curare i denti; riparare orologi; ricamare ecc. Queste attività richiedono prontezza visiva, la correzione dovrà essere adeguata al compito altrimenti andremo a indurre un inevitabile sforzo degli occhi.

In altri momenti della giornata invece svolgiamo attività rilassanti, che sono rilassanti anche per gli occhi: mangiare, passeggiare, ascoltare la musica, conversare con un amico, viaggiare trasportati, svolgere attività psicofisiche (ginnastica dolce, meditazione). Sono tutte situazioni in cui non è necessario analizzare il dettaglio e possiamo concederci di rilassare la vista e lasciare gli occhi liberi di vedere come possono e vogliono. Nessuno può rimproverarci per questo.

La correzione comporta sempre un’alterazione dello spazio percepito e certe volte può essere di conforto sentirci nel nostro spazio, anche se vediamo un po’ sfuocato.

È importante ricordare che la correzione non porta mai alla perfezione visiva, solo ad un miglioramento utile per una determinata situazione.

Non abbiamo sempre l’obbligo di vederci bene e non veniamo puniti se vediamo un po’ male. L’importante è saper distinguere tra attività impegnative e attività rilassanti per gli occhi.

L’avversione agli occhiali

Se il disturbo di vista ha raggiunto un certo grado, può essere necessario correggerlo per non limitare la propria vita.

Ben venga la correzione: ci permette di svolgere delle attività che altrimenti ci sarebbero precluse.

L’avversione che spesso proviamo verso gli occhiali nasce piuttosto dal modo in cui ci vengono imposti, come una punizione alle nostre mancanze, la soluzione ai nostri impacci, l’unica via d’uscita al nostro disagio.

Ci sentiamo sviliti ed impotenti.

Abbiamo voglia di ribellarci a un non ascolto della nostra interiorità.

Il Metodo Zandonella prevede il giusto spazio per l’ascolto.

Il disagio di ogni paziente va interpretato e capito, altrimenti l’occhiale rappresenta solo una sgradevole copertura.

Correggere è un’arte

La scelta correttiva è un’arte che si apprende con l’esperienza. Non si tratta semplicemente di trasferire nel valore delle lenti i numeri che ci offrono gli strumenti diagnostici, ma di valorizzare al meglio la vista naturale della persona.

Quando le lenti sono giuste la persona sorride indossandole e i tratti del volto si distendono. Questo è evidente con i bambini: quando hanno gli occhiali giusti non vogliono toglierli più.

La regola dei dieci decimi, limite visivo obbligatorio per definire una lente corretta, è troppo rigida: noi guardiamo continuamente a distanze differenti, per qualcuno poi dieci decimi potrebbero essere troppi e insopportabili.

Lasciamo che questa regola valga solo per la patente di guida e quello previsto dalla legge.

Con la rieducazione visiva teniamo presente come obiettivo l’aumento della naturale capacità di mettere a fuoco.

Non dobbiamo operare dei correttivi per rendere la macchina occhio perfetta, ma sviluppare e ampliare la capacità di auto-correzione di ogni persona.

 Vantaggi della correzione

  • mette in equilibrio la capacità visiva dei due occhi
  • permette di svolgere attività pratiche
  • mantiene stimolata la visione del dettaglio fine
  • consente un certo grado di autonomia

Limiti della correzione

  • non impedisce il peggioramento visivo
  • non modifica le errate abitudini visive
  • non interferisce con i motivi del difetto
  • ci costringe a rientrare in uno spazio dal quale eravamo fuggiti