Eseguo gli esercizi per il gusto di farli

Bambina timida, mi sentivo tutta sbagliata: gli occhiali a tre anni, l’occlusione a 4, l’apparecchio ai denti, la timidezza… Negli anni ’90, realizzata nella vita e nel lavoro, la vista ormai “funziona” grazie alle lenti a contatto.
Mi imbatto in un articolo della Dott.ssa Zandonella. Sono molto interessata, ma lascio cadere la cosa. Ci sono voluti circa dieci anni perché telefonassi per prendere un appuntamento: mia figlia, dodicenne, cominciava ad avere un po’ di miopia.

E inizio anch’io a praticare, tra alti e bassi, in un dialogo continuo e amorevole con gli occhi. Sono emersi ed emergono ancora aspetti emotivi che la patina superficiale di persona sicura, spigliata e realizzata coprivano.

Togliermi le lenti per indossare nuovamente gli occhiali! Quanti complessi sono venuti a galla, mi sentivo accettabile solo senza quegli aggeggi in faccia. Ho impiegato due anni per capire che, mettendo gli occhiali, avrei potuto anche togliermeli durante la giornata e lasciare gli occhi liberi di vedere, mentre con le lenti appiccicate addosso dal mattino alla sera i miei occhi erano prigionieri.
Questo semplice gesto ha fatto emergere molte emozioni come la vergogna, il senso di inferiorità, etc, che con il tempo ho imparato a lasciar andare, perchè …non mi appartenevano.

Ora eseguo gli esercizi quotidianamente, per il gusto di farli, di concentrarmi, quasi come in un momento di meditazione. Non più per inseguire un traguardo a tutti i costi (e la mia vista è obiettivamente migliorata, a volte dimentico di mettermi gli occhiali, perché “ci vedo!”).

Mariateresa