Occhietto addormentato

A gennaio 2009 c’è stata una festa a scuola di mia figlia. Nella torta abbiamo scritto “Brava Giulia 10/10”. Volevamo festeggiare tre anni di lavoro coronati da un grande successo.

A settembre 2005, al compimento del terzo anno di età, il locale ospedale pediatrico ha chiamato mia figlia per una visita ortottistica di controllo, nell’ambito di una campagna di prevenzione. Con l’occhio destro vedeva benissimo, col sinistro no. “La bambina, forse, è stanca e annoiata”, mi dissero, “Torni tra tre anni”.

Decisi di tornare dopo sei mesi; tre anni mi sembravano davvero troppi. Nella primavera del 2006, di nuovo tutto bene con l’occhio destro e grosse difficoltà col sinistro. Ho riferito che era la seconda volta che questo accadeva e ho preteso dei controlli più approfonditi che hanno acclarato che mia figlia, nell’occhio sinistro, aveva quattro diottrie e mezzo di miopia, ma soprattutto, nonostante la lente correttiva, aveva un solo decimo di vista.

Supportato dall’occhio destro che vedeva quasi perfettamente, né noi familiari, né le maestre ci eravamo mai accorti di niente: vedeva la TV a distanza regolare, quando colorava non andava fuori dai margini… Mai farsi ingannare dalle apparenze! Ero annientata.
Anche perchè i bambini sono i migliori pediatri di sé stessi e vanno sempre ascoltati (mia figlia mi aveva detto “Io lo so che non ci vedo. Non ci vedevo nemmeno l’altra volta, ma la dottoressa ha detto che ero stanca e così ci ho creduto pure io…”).

Tutti mi dicevano “Vedrai che recupererà” e mi raccontavano esperienze di nipotini, cuginetti e amici che avevano recuperato situazioni estremamente compromesse. Tutti questi affettuosi tentativi di risollevarmi mi commuovevano. Di fatto, però, continuavo a temere che Giulia non sarebbe stata così fortunata e che avrebbe potuto perdere definitivamente l’occhio.

Ho raccolto le forze e ho iniziato delle febbrili ricerche in internet perché gli occhialini con la classica occlusione all’occhio destro affinché il sinistro si rafforzasse, mi sembravano poco. Sentivo che potevo fare di più.
Mi avevano parlato del Qi-Gong come rimedio alla miopia e ho iniziato a cercare in quell’ambito, ma senza successo. Tutto ciò che reperivo in internet non mi faceva sentire bene: non trovavo nessuno a cui sentivo di poter affidare gli occhi di mia figlia.
Un giorno, finalmente, mi sono imbattuta nel sito della dottoressa Zandonella e dopo una settimana eravamo a Rovigo. Ho percepito subito che avevo trovato ciò che serviva e che da lì sarebbe scaturita la soluzione ai nostri problemi.

Sia io (che a 40 anni suonati avevo ancora la miopia progressivamente in aumento) che Giulia abbiamo iniziato il programma di rieducazione che definirei un vero e proprio viaggio e una vera fusione con sé stessi. Si imparano davvero tante cose su di noi, attraverso la rieducazione: gli occhi sono davvero “lo specchio dell’anima” e quando la vista migliora, siamo noi, nel nostro insieme a essere migliorati con lei.

Non è facile proporre gli esercizi ai bambini piccoli: bisogna armarsi di pazienza e attingere a tutta la propria creatività e fantasia per trasformare gli esercizi in un gioco. In ogni caso è fattibile e se ci sono riuscita io, ci può riuscire chiunque.

Giulia non doveva sentirsi malata, o diversa, per cui Cristina Zandonella mi ha consigliato di non parlare dell’occhio sinistro come di un occhio malato bensì “addormentato” e che dovevamo svegliarlo altrimenti il destro, si sarebbe stancato troppo. Dopo tre mesi Giulia è passata da un decimo di vista a 2,5! Piansi. Piansi tanto.

Ad ogni visita di controllo Giulia faceva dei progressi molto significativi (e anch’io ho iniziato ad usare occhiali più leggeri!). Portava gli occhiali con l’occlusione e tutti i giorni facevamo gli esercizi. Ad ogni visita di controllo la dottoressa ce ne insegnava di nuovi, da eseguire in alternativa agli altri già appresi.

C’è poi stato un lungo periodo in cui Giulia non è più migliorata. La sua miopia non è più progredita, ma l’occhio sinistro, con gli occhiali, si era assestato sugli 8/10. Abbiamo pazientato e continuato.

Era solo questione di tempo, ora lo sappiamo. Come il re leone della savana che raccoglie le sue forze prima di spiccare il grande balzo, la mia leoncina (nata il 27 luglio) stava raccogliendo le forze per arrivare ai fatidici 10/10 che ha finalmente raggiunto il 23 dicembre 2008.
Quel giorno Cristina mi confessò “Ora glielo posso dire: temevo che non saremmo mai arrivate a 10/10. Per come siamo partite, è un risultato davvero ecclatante. Lei forse non se ne rende conto, ma ha cambiato il destino di sua figlia”. Mi scendono ancora le lacrime mentre scrivo e ricordo quell’incontro. Da quel giorno è passato circa un anno.

Giulia, nel frattempo, ha iniziato a portare le lenti a contatto e le nostre energie sono ora rivolte a consolidare i risultati raggiunti e a migliorare la miopia.
Durante l’ultimo controllo, svoltosi il mese scorso, Giulia continua a vedere 10/10 e sta succedendo una cosa davvero sconcertante. Lei è mancina: scrive e mangia con la mano sinistra, calcia la palla con il piede sinistro… ha una lateralizzazione molto forte. Ora, anche l’occhio sinistro è diventato dominante sul destro! Per una serie di circostanze sfavorevoli era rimasto “indietro” e ora, in Giulia, si sta riallineando a quella che è la parte dominante di lei. E’ davvero bello!

Abbiamo anche constatato che ci sarebbero le premesse per depotenziare la lente a contatto sinistra. L’occhio sta rispondendo positivamente e anche la miopia sta accennando a diminuire. A primavera prossima valuteremo il da farsi. Non c’è fretta. Gli occhi hanno tempi che non sono certo i tempi della razionalità, quelli che la nostra testa imporrebbe, ma sono sicuramente, in tutti i sensi, i tempi più “giusti” per noi e per la nostra vita.

Grazie

Valeria