Corriere della Sera

marzo 1992

“Anche Cristina Zandonella, psicologa specialista in problemi della visione, si batte per liberare i milanesi dalla schiavitù degli occhiali; però rifiuta l’Accomotrack (una specie di cannocchiale attraverso il quale il paziente deve fissare lo sguardo su un punto luminoso, un segnale acustico avverte l’osservatore che il punto non è messo perfettamente a fuoco e lo aiuta, variando di intensità, a perfezionare la visione).

Preferisce puntare su un programma di esercizi da realizzare con l’ausilio di disegni, tabelle e strumenti vari.
Io ho ripreso le teorie di Bates nove anni fa nella mia tesi di laurea ed era come se parlassi di fantascienza. Oggi ci saranno una decina di persone a Milano che praticano terapie rieducative analoghe”.