La Stampa

gennaio 1987

Il primo a pensare che si potessero correggere i difetti visivi non soltanto usando gli occhiali fu il dottor Bates, oculista americano che nel 1939 propose una teoria basata sul rilassamento della tensione dei muscoli oculomotori e sulla rieducazione della funzione visiva.

Lo scrittore Aldous Huxley, fortemente miope e migliorato grazie a questa “cura” ha addirittura scritto un libro su “L’arte della vista”. In seguito l’indiano Agarwall fondò a Pondicherry, in India, la School for perfect eyesight, dove si pratica un training per la vista che integra il metodo Bates con le tecniche Yoga dedicate agli occhi.

Cristina Zandonella, dopo diversi anni di ricerca e sperimentazione, stasera proporrà a Torino un seminario rivolto a gruppi di 10 – 15 persone, con le quali applicherà il suo metodo.